La comunità di Monte Senario augura
BUON NATALE e FELICE ANNO NUOVO

Nel dipinto c’è un pastore che offre una gesto piena di uova.
L’uovo, la più grande cellula vivente, nella sua forma priva di spigoli, quindi senza un principio e una fine, è l’emblema della perfezione divina: «L’uovo racchiude in sé il mistero biologico dell’origine e il segreto dell’essere» .
L’uovo, nel suo fondamento sacro, è uno e trino: uno nella forma, tre nella sostanza materiale (il guscio, il tuorlo e l’albume) ed essenza sacra (nascita, morte e resurrezione). L’uovo rivela la vita come mistero e introduce il simbolismo sia della nascita sia della vita che risuscita dopo la morte.

TEMPO DI AVVENTO 2019 

 

 “Il Signore è con te” (v.28).

Nella promessa della compagnia c’è una sorta di patto di fedeltà tra Dio e il suo partner, quando Dio dice a qualcuno: “Io sono con te”, gli sta consegnando un futuro bellissimo ed arduo. Che Egli si impegni ad essere con la persona designata, non significa che agirà al posto suo.

Non significa che le sarà accanto come una balia pronta a prendere su di sé il carico dell’impegno di un neonato. Al contrario, Dio chiede di essere adulti e capaci di credere nel progetto.

“Il Signore è con te” dice l’Angelo a Maria, consegnando ad una giovane di Nazaret il compito e la gloria dei più grandi partners di Dio (cf Giacobbe, Mosè; Geremia). Segno di una fiducia incondizionata, pari a quella che Dio riponeva in Mosè o in Giacobbe. Grandissimo fu il loro ruolo nel passato e altrettanto grande sarà quello di Maria nel presente e nel futuro. (+ il cambiamento e l’ignoto);

La libertà di Dio e la sua sapienza, sono nella direzione della sua Grazia. Ieri Dio l’ha rivolta a degli uomini, oggi la protagonista del suo sguardo fiducioso è una donna. Grande sarà ciò che nascerà da lei.

Non è facile dire se Maria si rendesse conto dell’onere di quella Grazia che l’Angelo le portava in dono, ma la sua reazione è molto chiara e consapevole: è sconvolta da quelle parole e non capisce come mai siano dirette proprio a lei. Avendo una memoria biblica – com’è plausibile – allora non poteva capire come certe parole, fortemente legate ai grandi nomi della fede giudaica, potessero essere riservate a lei. A lei, una donna? Com’era possibile? E, inoltre, perché proprio a lei? Essendo una ragazza, non poteva neppure esibire la fede provata della profetessa Anna (Lc 2,36-38).

La reazione dell’Angelo non si fa aspettare e interpreta il suo timore senza preamboli: non devi aver paura, quello che intuisci è proprio vero: “hai trovato grazia presso Dio”. Vale a dire che oggi sei tu l’alleata del Dio dell’Alleanza. Ieri Mosè, oggi tu. Ieri Abramo e Giacobbe, oggi tu. Il tuo ruolo è più grande di tutti: tuo figlio sarà figlio dell’Altissimo e regnerà sulla casa di Giacobbe.

Sarai tu a dargli un nome e non suo padre. Perché non ha padre sulla terra. Lo chiamerai Gesù (il salvatore), ma sarà semplicemente il “figlio”. Tu lo concepirai nel grembo (sullambano en te gastri) e sarai più grande di Mosè.Tu lo darai alla luce e sarai più grande di Eva.

(commento della biblista Rosanna Virgili..continua )